La cinta muraria antica si sviluppa complessivamente per una lunghezza di circa 1800 metri, all'interno della quale si estende l'abitato che occupa un' area grosso modo di 15 ettari.
Le mura, realizzate in blocchetti di calcare rosa del Subasio, si datano al 30-20 a.C. La cinta si conserva integra per una lunghezza di circa 800 m. lungo il settore meridionale.
A sud del circuito si apre la Porta Consolare, rivolta a sud-ovest, in corrispondenza dell'ingresso in città del diverticolo della via Flaminia. La porta è a tre fornici di cui quello centrale, più ampio, era destinato al passaggio dei carri mentre quelli laterali al passaggio pedonale.
Le tre figure visibili al di sopra della porta, un togato e due figure femminili, di epoca repubblicana, sono state collocate sulla porta in epoca medievale e provengono, forse, dall'area dell'anfiteatro. La porta è precedente alla costruzione delle mura.
A metà del tratto occidentale della cinta muraria si apre Porta Venere, in direzione di villa Fidelia (sede in antico del santuario umbro). Nell'aspetto attuale il monumento è frutto di un restauro, piuttosto fedele, degli anni Quaranta del '900. La porta è a tre fornici di cui quello centrale quasi doppio rispetto a quelli laterali. Il corpo centrale della porta è inquadrato da due torri (le cd. “Torri di Properzio”), con all'esterno una pianta dodecagonale e, all'interno, una pianta circolare. Presentano complessivamente quattro piani dotati di finestre ad arco, per uno sviluppo in altezza di oltre 18 metri.
La porta venne realizzata in età augustea.